|
Il Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico del bacino
del Po (PAI) è stato
approvato con il DPCM del 24 maggio 2001 e la relativa
pubblicazione su Gazzetta Ufficiale dell'8 agosto. Il Piano
disciplina le azioni riguardanti la difesa idrogeologica
del territorio e della rete idrografica del bacino del Po,
attraverso l'individuazione delle linee generali di assetto
idraulico ed idrogeologico. Il PAI, unico piano di bacino
vigente a livello nazionale, inizia un processo di
pianificazione, in quanto sollecita la verifica del "quadro
dei dissesti", ed avvia l'adeguamento degli strumenti di
pianificazione territoriale ed urbanistica alle effettive
situazioni di dissesto e di rischio idraulico ed idrogeologico.
La deliberazione di adozione del PAI n. 18 del Comitato
Istituzionale dell'Autorità di bacino del fiume Po del 26
aprile 2001 ha previsto una norma transitoria che
consente ai Comuni un periodo di 18 mesi per effettuare
le verifiche di compatibilità con lo stato del dissesti
idraulico ed idrogeologico del proprio territorio. Quindi,
il PAI, definito come piano-processo, lo è sia in
termini di coinvolgimento di più Enti e di più livelli di
strumentazione urbanistica e territoriale al processo
di aggiornamento del quadro del dissesto, sia in termini
di tempi di attuazione, anche attraverso conoscenze comuni
e condivisione degli atti di pianificazione, delle azioni
e delle programmazioni.
|