I risultati dell'indagine sui fabbisogni formativi delle imprese in Piemonte: un utile strumento per l'orientamento formativo e lavorativo.
La Comunità Economica Europea individua nella formazione professionale una delle leve fondamentali per il rafforzamento dell'occupabilità dei propri residenti e, più in generale, per lo sviluppo dell'incontro tra domanda ed offerta di lavoro.
In Italia tale considerazione è da tempo sostenuta e condivisa dai principali soggetti sociali ed istituzionali: a questo proposito è sufficiente citare l'Accordo stipulato tra Governo e Parti Sociali attraverso l'ormai storico "Patto per il Lavoro" del 1996.
Tra i punti più importanti dell'Accordo spicca l'attenzione rivolta all'analisi dei fabbisogni formativi considerata uno degli strumenti qualificanti della riorganizzazione del sistema formativo e di intervento in materia di politiche attive.
Da quel momento il tema dell'analisi dei fabbisogni formativi verrà costantemente ripreso ogni qualvolta si dovranno affrontare, a qualsiasi livello decisionale (nazionale, regionale e provinciale), interventi connessi alla programmazione delle attività formative e all'orientamento.
La Regione Piemonte è stata per certi versi anticipatrice su questo versante; già nel 1995 varava una legge (n.63) che, all'interno di un riordino generale delle attività di formazione, dava precise indicazioni sull'utilità di tale strumento individuando nelle Province il soggetto territorialmente competente (art.9 comma 1: "..le Province..individuano i fabbisogni formativi, coordinando le rilevazioni a ciò finalizzate, anche avvalendosi dell'Osservatorio sul Mercato del Lavoro;".
La centralità della rilevazione sistematica dei fabbisogni nel processo delle politiche formative ha generato una serie di sperimentazioni sia a livello locale e nazionale dalle caratteristiche spesso non omogenee.
In assenza di un modello "guida" nazionale la Regione Piemonte, all'interno del generale disegno di revisione legislativa ha deciso di fare leva su un modello di analisi di rilevazione dei fabbisogni formativi che avesse precise caratteristiche:
- che fosse coerente con le idee guida riformatrici;
- che fosse condivisibile dalle parti sociali, visto il ruolo fondamentale che esse vengono a ricoprire con la riforma;
- che avesse valenza nazionale, per un necessario confronto sia di sistema che di risultati;
- che fosse ampiamente testato, in modo da offrire una valida garanzia empirica dei risultati
L'approccio scelto e sperimentato dalla Regione Piemonte e, in seguito, da diverse amministrazioni provinciali attribuisce alla formazione un ruolo di anticipazione, la considera come un investimento, sganciandola dagli andamenti congiunturali del mercato del lavoro.
Tale logica presuppone che siano chiari alcuni orientamenti di fondo: quali settori si considerano strategici per lo sviluppo, quali si ritiene siano avviati al declino, verso quali opzioni organizzative e tecnologiche s'intende indirizzare l'intervento formativo in un contesto in continua trasformazione.
Ciò presuppone che l'analisi dei fabbisogni non possa essere solo il risultato di un'estrapolazione condotta a tavolino da una équipe di ricercatori, per quanto ben informata.
Al contrario, il risultato deve scaturire da un processo concertato, da un negoziato in cui obiettivi e regole siano condivisi, certificato dagli attori che sono alla sorgente della domanda.
In questo caso la scelta dell'Amministrazione Regionale si è orientata verso il modello a valenza nazionale riconosciuto dal Ministero del Lavoro e attualmente gestito dall'Organismo Bilaterale Nazionale.
Pertanto, a partire dal 1995, in Piemonte sono stati monitorati alcuni comparti significativi dell'economia regionale. Le indagini hanno interessato due livelli: uno di carattere regionale e l'altro provinciale.
Il carattere di anticipazione che le indagini debbono contenere fa sì che l'utilizzo temporale delle stesse non possa andare oltre un ragionevole intervallo di tempo indicativamente individuato in tre/quattro anni. Ciò implica un'attività costante di rilevazione sia per l'aggiornamento delle informazioni relative a comparti già esplorati che per l'individuazione di nuovi. Tale attività ha comportato un non indifferente impegno finanziario sostenuto in gran parte attraverso i fondi comunitari.
Anche per la gestione 2000-20006 del Fondo Sociale Europeo l'analisi dei fabbisogni formativi è prevista tra le azioni finanziabili sulla base delle indicazioni della Comunità Europea, indicazioni che sono state puntualmente raccolte nel Piano Operativo Regionale (POR).
Nel POR del Piemonte le analisi dei fabbisogni professionali rappresentano dunque uno strumento avanzato messo in campo dalla Regione nel processo di integrazione fra formazione e lavoro, un momento forte di raccordo fra queste due realtà, di cui si prevede un più compiuto e sofisticato utilizzo in rapporto alla costruzione di un sistema di formazione permanente e al sostegno ai segmenti occupazionali ad alta flessibilità, come nel caso del lavoro parasubordinato.
Ma come si sono potute tradurre le risultanze delle indagini in indicazioni puntuali per l'attività di orientamento e la programmazione degli interventi nel sistema formativo della Regione?.
Per quanto riguarda il primo punto il collegamento tra i risultati delle indagini e le indicazioni funzionali all'attività di orientamento è stato facilitato dalle caratteristiche qualitative del modello adottato che specificano chiaramente per ogni figura individuata il livello di "appetibilità" che la stessa avrà presso le imprese del comparto indagato nel medio periodo (tre/quatto anni).
Mentre più complesso si è presentato il collegamento con la programmazione delle attività formative in quanto i risultati delle indagini dovevano essere tradotti in punteggio per soddisfare le caratteristiche qualitative richieste dal sistema di valutazione delle offerte formative stabilito dalla Regione.
Su questo punto, a partire dalla fine degli anni novanta, è stato istituito un gruppo di lavoro composto dai principali soggetti "tecnici" del sistema formativo professionale che hanno avuto un duplice incarico: da una parte, come accennato, tradurre le risultanze delle indagini in punteggi, dall'altra affrontare l'analisi di comparti non ancora esplorati dalle indagini sin qui effettuate, individuando sulla base delle documentazione esistente (ad esempio facendo riferimento ad altre importanti indagini come quella relativa al sistema Excelsior a cura dell'Unione Camere di Commercio) nonché attraverso il coinvolgimento di personale qualificato, le figure professionali unitamente alla loro presunta appetibilità nel medio periodo.
Nel mese di ottobre 2002 viene formalmente istituita dalla Giunta Regionale, presso la Direzione Formazione Professionale - Lavoro, la Commissione Tecnica regionale per la rilevazione previsionale dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese realizzando in tal modo un'indicazione presente nel Patto per lo sviluppo del Piemonte, siglato a Torino nel 1999 fra il Governo italiano, la Regione Piemonte, i Rappresentanti degli Enti Locali piemontesi, le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro del Piemonte.
La Commissione (che riveste carattere consultivo), a conferma dell'importanza della valenza concertativa che ne aveva caratterizzato l'istituzione, è così composta:
n.2 rappresentanti:
- dell' Organismo Paritetico Regionale (OPR)
- dell' Ente bilaterale regionale per l'Artigianato (EBAP)
- dell' Ente bilaterale regionale per la Formazione e l'Ambiente (ERFEA)
- degli Enti bilaterali per il Commercio della regione
- degli Enti bilaterali per l'Edilizia della regione
- degli Enti bilaterali per il Turismo della regione
- dell'Ente bilaterale regionale per la Cooperazione
- delle Agenzie Formative
- delle Province piemontesi
- del sistema scolastico ed universitario (MIUR)
n.1 rappresentante:
- dell'Unioncamere del Piemonte
- dell'Agenzia Piemonte - Lavoro
- del settore Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Regione Piemonte
- del settore Standard Formativi della Regione Piemonte.
Il presente quadro illustra, anche se in maniera molto sintetica, i risultati del lavoro svolto aggiornato al mese di dicembre 2003: si ritiene che lo stesso possa essere un valido strumento orientativo per tutti coloro che devono in qualche modo affrontare una scelta di percorso sia in ambito formativo che lavorativo.
Oltre a rammentare la "volatilità" delle informazioni (alcuni comparti stanno per essere aggiornati, altri verranno esplorati per la prima volta) allo scopo di agevolarne la lettura si è inteso:
- suddividere le indagini tra quelle di carattere regionale e quelle provinciali
- suddividere i comparti analizzati con la metodologia adottata dalla Regione dagli altri invece "stimati" dal gruppo tecnico di lavoro.
- indicare per ogni figura professionale un valore semplificato del grado di intensità del fabbisogno.
- individuare le figure professionali solo attraverso la loro definizione; sapendo però che per ognuna di esse sono disponibili le informazioni più significative (tipo di attività, titolo di studio richiesto, difficoltà di reperimento, ecc).
Nel caso delle figure trasversali (quelle presenti in più comparti) il valore del fabbisogno è stato calcolato in maniera ponderata tenendo conto ad esempio delle differenti incidenze quantitative dei vari settori all'interno del sistema economico regionale.
Nella sintesi finale alcuni comparti presentano poche figure o, in alcuni casi addirittura nessuna (ad esempio: elettronica): ciò significa semplicemente che tutte le figure del comparto sono presenti anche in altri comparti.
Con il 2004 inizieranno i trasferimenti alle Amministrazioni provinciali delle risorse regionali provenienti dal Fondo Sociale Europeo destinate ad aggiornare l'attività di analisi relativa ai fabbisogni formativi. Attraverso questo trasferimento si potrà garantire l'attualità delle rilevazioni per i comparti giunti "a scadenza", nonché implementare il loro numero in modo da realizzare un quadro che si avvicina sempre più all'universo delle attività produttive della regione; parallelamente l'analisi previsionale proseguirà per le rilevazioni di carattere regionale allo scopo di arricchire
ulteriormente il quadro descritto.
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Un breve cenno ai risultati delle indagini a carattere regionale
Dall'esame delle risultanze delle varie indagini per comparto si possono evidenziare alcune indicazioni di fondo riguardanti le previsioni di richiesta nel medio periodo delle principali figure professionali così come sono state indicate dalle aziende intervistate (perlopiù medio-grandi).
Per quanto riguarda le figure trasversali quelle maggiormente richieste dall'industria manifatturiera risultano soprattutto quelle relative a ruoli tecnici. Ruoli che presuppongono in entrata quindi il possesso di un titolo di studio almeno di scuola media superiore.
Ciò vale sia per la parte amministrativa dove sono fortemente richiesti tecnici di amministrazione /finanza e controllo di gestione, unitamente agli esperti di marketing; sia per la parte più propriamente produttiva dove le maggiori richieste si orientano sui tecnici progettisti (di prodotto e di processo) e sui disegnatori (cad/cam). Infine assumono una certa importanza all'interno delle aziende i tecnici esperti in sistemi di sicurezza e qualità.
Mentre per quanto riguarda le figure con caratteristiche di specializzazione meno elevate, ma che presentano difficoltà di reperimento sul mercato assai significative, le più importanti riguardano i costruttori su macchine utensili, i saldatori e carpentieri ed i manutentori (meccanici, elettronici, ecc.).
Entrando poi nel merito dei comparti extramanifatturieri, le figure per le quali si prevede un'elevata richiesta nei prossimi anni dovrebbero riguardare:
Alberghi:
- cuochi
- operatori ai servizi vari
- tecnici di gestione dei servizi congressuali
- tecnici di gestione dei servizi: ricevimento
- tecnici di gestione dei servizi: sala/bar (maitre/barman)
Attività turistiche:
- operatori front-office agenzia turistica
Commercio:
- banconieri
- macellai
- pizzaioli
- pasticceri
- salumieri
Pubblici esercizi:
Edilizia (aziende medio-grandi):
- carpentieri
- operatori polivalenti edili: opere murarie e finiture
- operatori polivalenti macchine
- tecnici di conduzione cantiere
Produzione vinicola:
- enologi
- tecnici di cantina
Assicurazioni:
- tecnici/promotori prodotti (credito/finanziari/assicur.)
INFORMATICA
Informatica internet/intranet:
Informatica industriale:
- disegnatori cad/cam
- progettisti hardware
- installatori e manutentori hardware
Informatica gestionale:
- tecnici sviluppo software
- tecnici assistenza reti informatiche
- progettisti reti informatiche
- progettisti software
- sistemisti reti e comunicazioni
Informatica grafica:
- progettisti sistemi multimediali
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