Regione PiemonteCentro Risorse Informazioni on-line su lavoro e formazione
     


Contratto di collaborazione coordinata e continuativa


Approfondimenti | Bibliografia | Informazioni | Schede collegate | Apporti esterni | Link

Contratto di collaborazione coordinata e continuativa


Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa è una forma di lavoro “atipico” che prevede lo svolgimento di un’attività in modo continuativo senza dar luogo ad un rapporto di lavoro stabile nel tempo, anche se l’attività può essere prestata sia a tempo determinato che a tempo indeterminato. 

Il termine collaborazione, infatti, indica che il lavoratore presta la sua opera in quanto collaboratore dell’azienda o dell’ente con il quale ha stipulato il contratto con modalità, stabilite a seconda delle esigenze del progetto sul quale è impegnato (luoghi, orari ecc…)

Il termine coordinata indica la necessità che il collaboratore coordini le sue attività con la struttura organizzativa e operativa dell’impresa o ente presso il quale lavora a volte prevedendo anche un rapporto di esclusività 

La legge finanziaria 2001 ha apportato alcune modifiche a questo istituto, in particolare  assimilando il reddito proveniente da contratti di collaborazione coordinata e continuativa ai redditi di lavoro dipendente. 

 

Contratto di lavoro e condizioni 

L'attività di collaborazione presuppone solitamente la stipula di un contratto in forma scritta.
In data 1 maggio 1998 è stato stipulato il contratto collettivo nazionale per collaborazioni coordinate e continuative, il quale si applica a tutti i soggetti rappresentati dalle parti stipulanti (da una parte, CNAI, UCICT, UNAPI, ANILF ANTI; dall’altra CISAL e SAPE) e la cui adozione è riservata alle aziende e cooperative associate alle organizzazioni dei datori di lavoro che hanno concluso l’accordo.
Secondo tale contratto collettivo, il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa deve risultare da atto scritto contenente:  

la data di inizio e il luogo di svolgimento della collaborazione; la durata del rapporto di collaborazione, ove esso sia a tempo determinato; la durata del periodo di prova; (non superiore ai 60 giorni) il corrispettivo; la clausola di non esclusività;

In relazione alle attività già programmate le assenze per malattia devono essere comunicate dal lavoratore nelle 24 ore, salvo casi eccezionali e motivati. Durante la malattia il lavoratore può farsi sostituire da persona di propria fiducia previa autorizzazione scritta dell’azienda, la quale, in mancanza, può procedere autonomamente alla sostituzione per il periodo di malattia. In ogni caso, l’azienda deve assicurare al lavoratore un periodo di conservazione della collaborazione di almeno 90 giorni. Durante i periodi di assenza per malattia o infortuni, il lavoratore ha diritto alle prestazioni garantite dalla Cassa Assistenza Previdenza (CAP).
Il lavoratore atipico, pur se inserito nel contesto aziendale, non è tenuto a rispettare alcun tipo di orario di lavoro, salvo i casi in cui le caratteristiche dell’attività che svolge lo richiedano.
In tal caso, l’orario deve essere concordato fra le parti e risultare da atto scritto.

Per lavorare con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa non è necessario aprire la partita IVA.
Il lavoratore che stipula un contratto di collaborazione continuativa mantiene l’iscrizione al collocamento.

 

 Compenso  

Il compenso per l’attività di collaborazione viene pattuito tra Ente o Azienda e lavoratore,

e viene stabilito a seconda della qualità, dalla quantità e dal tempo della collaborazione effettivamente prestata. Esso deve essere pagato mensilmente, salvo che derivi da nomine e mandati che prevedano per iscritto forme diverse di pagamento. Il lavoratore può altresì concordare con l’azienda l’erogazione di acconti mensili sulle prestazioni effettuate, salvo conguaglio a fine anno ovvero a fine rapporto.  

A partire da gennaio 2001 i proventi percepiti dal collaboratore coordinato e continuativo vengono assimilati ai redditi del lavoro dipendente.

I committenti devono registrare i collaboratori sul libro matricola ed annotare i compensi sui libri paga.

 Le detrazioni verranno calcolate in base alla durata del contratto. Non verrà più applicata la ritenuta del 20 per cento, verrà operata una ritenuta calcolata in riferimento al reddito complessivo annuo , secondo le modalità previste per i lavoratori dipendenti.

Il committente che effettua le ritenute dovrà consegnare al collaboratore una certificazione (CUD) contenente il reddito complessivo nonché tutte le detrazioni applicate sulla base della durata del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda il rimborso delle spese, la finanziaria 2001 stabilisce la necessità di indicare una sede di lavoro fissa per i collaboratori (prima coincideva con  l'abitazione del collaboratore, condizione non valida per il dipendente) in modo tale da permettere l'applicazione del medesimo regime fiscale delle trasferte previsto  per i lavoratori dipendenti. 

Previdenza e tutela 

Il lavoratore con contratto di collaborazione deve iscriversi alla gestione separata INPS - cassa previdenziale obbligatoria per le figure professionali atipiche - ai sensi della legge 335/95 (art.2, comma 26).

Per iscriversi alla gestione separata INPS, il lavoratore deve rivolgersi presso l’INPS di competenza (della propria residenza o di quella del committente), richiedere e compilare la domanda di iscrizione predisposta.

I sindacati hanno istituito strutture specifiche per rappresentare gli interessi dei lavoratori atipici e interinali: Cgil-Nidil, Alai-Cisl e Cpo-Uil.

Per informazioni rivolgersi presso le sedi dei sindacati.

 

 

Approfondimenti

 

DEDUZIONI SUI REDDITI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI RISCATTO PER I LAVORATORI ATIPICI


DEDUZIONI SUI REDDITI

La Finanziaria 2000 (legge 488/1999, art.51, c.3) ha stabilito che la deduzione è pari al 6%, qualora alla formazione del reddito complessivo concorrano soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa di importo complessivo non superiore a lire 40 milioni e il reddito, nel limite di esonero dalla tassazione, della prima casa e delle relative pertinenze.

A partire dal 1° gennaio 2001 la deduzione salirà al 7%.


CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

I contributi previdenziali ammontano, per l’anno 2000, al 13%.

I contributi previdenziali sono per 1/3 a carico del collaboratore e per 2/3 a carico del committente. Il versamento all’INPS (sia la quota del collaboratore che quella del committente) deve essere effettuato dal committente.
L'aliquota è ridotta al 10% per i pensionati e per quei soggetti che hanno già altra copertura previdenziale obbligatoria.
L'aliquota contributiva dei lavoratori atipici aumenta dell'1% ogni due anni, con effetto dal 1° gennaio 1998, sino a raggiungere il 19% nel 2014.

Il versamento del contributo dà al lavoratore il diritto alle prestazioni sanitarie in caso di malattia, all’assegno per il nucleo familiare, alle prestazioni di maternità e al trattamento pensionistico: tale contributo infatti finanzia un fondo che garantisce una pensione (invalidità, vecchiaia e superstiti), calcolata in base ai contributi versati, con un minimo di 5 anni di versamenti.
Il committente di una collaborazione coordinata e continuativa deve effettuare, entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento dei compensi, il versamento all’INPS contestualmente al versamento della ritenuta d’acconto.

Il committente deve utilizzare, per il versamento, il nuovo modello unificato "F24", reperibile presso gli sportelli di banche e uffici postali abilitati.
Dal 1998, il committente deve presentare inoltre un rapporto trimestrale compilando il modello "GLA/D" - da richiedere all'INPS – su cui vengono indicati i collaboratori a cui vengono versati i contributi e la misura di tali contributi. Il modello consente altresì la raccolta dei dati relativi alla base imponibile, all’aliquota applicata e ai periodi di svolgimento dell’attività per i quali il compenso è stato corrisposto al lavoratore.

RISCATTO PER I LAVORATORI ATIPICI

I lavoratori iscritti alla gestione separata I.N.P.S. possono riscattare le annualità di lavoro prestato attraverso rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, purché tali rapporti risultino da atto avente data certa e siano stati svolti in periodi precedenti il 1° gennaio 1996.


Il rapporto di lavoro deve risalire ai seguenti periodi:

precedente al 01.04.1996 (se privi di copertura previdenziale)

precedente al 01.07.1996 (se aventi un'altra copertura previdenziale).


La facoltà di riscatto è a carico del soggetto interessato, e può essere fatta valere sino a un tetto massimo di 5 annualità.

  

Bibliografia normativa 

L. 335/95
L. 449/97
L. 488/99 

L. 388/2000 (legge finanziaria 2001)

Circ. INPS 171/98
Circ. INPS 247/98

Circ. INPS 259/98

Circ. INPS 47/99


Torna su


Informazioni:

Aree tematiche interessate:

Contratti particolari

Soggetti interessati:

Soggetti in cerca di occupazione
operatori

Parole chiave:

  Collaborazione
  Contratti

Data dell'ultima revisione:

10/12/2001

Torna su


Schede collegate:

  Contratto di collaborazione saltuaria e occasionale

Torna su


Apporti esterni:

Non ci sono apporti dalle province

Torna su


Link:

CGIL NIDIL strutture sindacali per lavoratori atipici
CISL ALAI strutture sindacali per lavoratori atipici
CNEL archivio contrattazione nazionale
IL SOLE 24 ORE normative commenti esperienze sul campo e interviste
UIL

Torna su


Torna indietro Stampa

Ministero del lavoro e delle politiche socialiUnione europea fondo sociale europeo