Sistema Informativo Monitoraggio Impianti Nucleari (S.I.M.I.N.)
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Programma nazionale
La necessità di definire una policy globale
nazionale sulla gestione degli esiti del nucleare e sui rifiuti
radioattivi non può non comprendere il metodo della partecipazione,
coinvolgendo l'intero sistema delle autorità regionali e
locali per ricercare soluzioni condivise nel rispetto delle prerogative
degli enti locali, interessando tutto il parco nucleare composto dalle centrali e dagli impianti del ciclo del combustibile.
La presentazione del documento Bersani sul percorso
programmatico e partecipativo con riguardo al processo di localizzazione
del deposito nazionale avviato nel 1998 e l'attivazione del Tavolo
Nazionale per gli esiti del nucleare (luglio 1998 con le Regioni,
l'ANCI, le OO.SS., l'ANPA, esercenti nucleari) costituiscono il
terreno preliminare all'affermazione del ruolo delle Regioni (risoluzione
25/06/1998) e alla stipula dell'intesa di programma presso la Conferenza
Stato-Regioni (atto 778 del 4/11/1999) per la gestione in sicurezza
dei rifiuti radioattivi, cui segue la presentazione degli indirizzi
strategici governativi (MICA - 14/12/1999) all'attenzione del Parlamento
attraverso il documento "Indirizzi strategici per la gestione
degli esiti del nucleare" del 14/12/1999. Il documento affronta
i problemi del trattamento e condizionamento di tutti i rifiuti
radioattivi esistenti entro un termine massimo di un decennio, per
renderli pronti all'avvio al deposito nazionale insieme ai rifiuti
radioattivi prodotti dallo smantellamento accelerato degli impianti
entro il 2020, sino al rilascio incondizionato dei siti.
Con i decreti legislativi 230/1995 e 241/2000 insieme
alla normativa tecnica ANPA si detta la disciplina concernente la
costruzione e l'esercizio delle installazioni per il deposito, smaltimento
e trattamento dei rifiuti radioattivi e del combustibile irraggiato,
insieme alla procedura autorizzativa per la disattivazione degli
impianti nucleari.
In tema di messa in sicurezza e smantellamento degli impianti nucleari, le prime linee di indirizzo governative sono costituite dal documento Bersani 1999 (mai ratificato dal Parlamento) dove nell’evidenziare lo stato di criticità del parco nucleare italiano ne veniva deciso lo smantellamento accelerato; seguivano poi gli indirizzi e le procedure per la realizzazione di un deposito unico nazionale per i rifiuti radioattivi – legge 368/2003 e un successivo aggiornamento, di tipo procedurale ed organizzativo - legge 239/2004 (art.1 commi 98-105) rispettivamente finalizzate alla messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e al riordino del sistema energetico. Quest'ultimo provvedimento, contempla gli indirizzi e gli scenari di “gestione degli esiti residuali del nucleare”.
In particolare, le due leggi sopra citate recanti disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi, oltre a norme per il riordino del settore energetico, nonche’ delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in tema di energia, e in particolare l’art. 1, commi da 98 a 105; definiscono:
- le misure di gestione centralizzata in sicurezza dei rifiuti radioattivi (di I,II,III categoria) e del combustibile irraggiato;
- le procedure e gli strumenti per la realizzazione di tali misure;
- le misure di compensazione territoriale e informazione alle popolazioni;
e promuovono la valorizzazione dei siti e delle infrastrutture esistenti.
Con il secondo decreto ministeriale prima citato (Dec MAP 2.12.2004 in allegato) vengono sostanzialmente conferiti alla Sogin nuovi indirizzi, legati al contesto emergenziale di cui si tratta più avanti, che determinano una svolta importante nei programmi di disattivazione accelerata degli impianti e di messa in sicurezza di tutto il combustibile con il trasferimento completo di questo all’estero per interventi di trattamento e stoccaggio temporaneo. Tale direttiva pone le basi per la completa evacuazione degli impianti (soprattutto delle piscine) che segue al trasferimento (monitorato da ARPA) dei 26 cask di combustibile inviati agli stabilimenti della BNFL di Sellafield in Inghilterra e che verrà completata, con riguardo a tutto il combustibile italiano come disposto dalla Ordinanza Commissariale del 16.12.2004.
Con direttiva MAP del 28 marzo 2006 si sono completati gli indirizzi strategici per il trasferimento di tutto il combustibile all'estero (contratto aggiudicato alla AREVA Nc francese) confermato dall'accordo intergovernativo Italia-Francia stipulato il 24 novembre 2006.
Con l’O.P.C.M. n.3267/2003 e l’O.P.C.M. n.3355/2004 (precedute da due D.P.C.M.) è stata poi disciplinata la condizione di emergenza nucleare e di sicurezza nazionale con l’istituzione della figura del Commissario Delegato per la sicurezza dei materiali nucleari e della Commissione tecnica nazionale per l’emergenza nucleare composta di 12 membri, di cui 5 sono i rappresentanti delle Regioni che ospitano installazioni nucleari, alla quale sono assegnati compiti di “alta vigilanza” e ”valutazione e validazione delle iniziative commissariali” che sono sostanzialmente le ordinanze e i cronoprogrammi trattati ai paragrafi successivi.
Sul piano procedurale e autorizzativo, le norme sulle radiazioni ionizzanti e sugli impianti nucleari rientrano in una disciplina esclusiva (attuazione direttive Euratom) rappresentata dal D.Lgs. 230/1995 e s.m.i. che, insieme alla direttiva 97/11 CE, prevedono, il primo, percorsi autorizzativi ordinari e, il secondo, di verifica di compatibilità ambientale solo per determinati impianti del ciclo nucleare, dove comunque è sempre prevista la presenza della Regione per la redazione di osservazioni e pareri nell’ambito di specifici procedimenti.
Proprio in vista del trasferimento all'estero di tutto il combustibile, il legislatore italiano predispone le linee guida per l'emergenza nei trasporti nucleari con il DPCM 10 febbraio 2006.
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