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Sistema Informativo Monitoraggio Impianti Nucleari (S.I.M.I.N.)

Impianti nucleari piemontesi

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Il problema della gestione degli esiti residuali del nucleare in Italia ha come punto centrale, indispensabile per il raggiungimento del necessario livello di sicurezza dei siti che ospitano installazioni del ciclo nucleare (centrali e ciclo del combustibile), la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi prodotti durante l'esercizio degli impianti nucleari e che saranno prodotti dallo smantellamento delle stesse installazioni.

In Piemonte, come è noto, le installazioni sono:

La centrale elettronucleare Enrico Fermi

La centrale elettronucleare Enrico FermiLa centrale elettronucleare E.Fermi in comune di Trino (della SO.G.I.N. ex Enel) è un impianto nucleare di tipo pressurizzato (PWR) ed è stato realizzato alla fine degli anni '50; è entrata in esercizio nel 1964 per cessare l'attività nel 1987 durante la fase di ricarica del combustibile, a cavallo tra l'incidente di Chernobyl e l'esito del referendum. Il CIPE ne ha deliberato la chiusura nel luglio 1990.

Allo stato attuale è in fase di "arresto a freddo" con il combustibile irraggiato posto nella piscina di decadimento all'interno dell'impianto, dove sono stoccati 47 elementi di combustibile irraggiato oltre ai rifiuti radioattivi. Nel dicembre 2001 la SO.G.I.N. ha presentato istanza per la sua disattivazione (decommissioning), poi aggiornata nel 2003, approntando lo studio di V.I.A. conformemente a quanto previsto dalla Dir. CE/97/11. Ai sensi dell'art. 6 della L. 349/86, la Regione Piemonte tramite la Direzione Tutela e Risanamento Ambientale ha effettuato l'istruttoria relativa all' istanza di disattivazione redigendo il parere ai sensi di legge che la Giunta Regionale ha adottato il 9 febbraio 2004 con provvedimento n. 22-11686, perfezionato con DGR del 20.06.2005 n.49-322

In data 24 dicembre 2008 il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato il decreto di compatibilità ambientale relativo al progetto di disattivazione accelerata ed il rilascio incondizionato del sito dell'impianto nucleare di Trino Vercellese (Dec/VIA 1733/2008)

Il deposito Eurex dell'Enea

Il deposito Eurex dell'Enea , la cui licenza di esercizio oggi è a capo della SOGIN , è stato realizzato alla fine degli anni '60 e destinato al riprocessamento di elementi di combustibile esauriti provenienti da reattori di ricerca e da reattori tipo CANDU. Tali attività, svolte dal 1975 al 1984, sono state poi sospese per essere sostituite da operazioni di mantenimento dell'impianto in condizioni di sicurezza, di manutenzione dei sistemi rilevanti e di gestione dei rifiuti radioattivi prodotti.

Per ragioni di sicurezza nazionale (OPCM 3267/2003 e OPCM 3355/2004) dei materiali nucleari, la Sogin ha presentato il progetto CEMEX. Tale progetto riguarda la realizzazione di un impianto destinato al trattamento mediante cementazione dei rifiuti liquidi radioattivi (230 mc.) stoccati presso l'impianto Eurex di Saluggia.

Il 28 ottobre 2005 è stata avviata la procedura di VIA sul progetto CEMEX, che nel mese di marzo 2006, vede il parere regionale favorevole ma subordinato al recepimento di una serie di raccomandazioni e vincoli.

Inoltre il sito sarà interessato nei prossimi anni da numerose attività propedeutiche alla disattivazione dell'impianto Eurex e che concorrono inoltre ad aumentare il livello di sicurezza del sito.
In particolare:

  • è già stato realizzato un nuovo parco serbatoi (NPS) nel quale verrà trasferita la frazione di rifiuti liquidi radioattivi a più alta attività;
  • saranno realizzati un nuovo sistema di approvvigionamento idrico con pescaggio dalla falda superficiale (NSAI) e conseguente chiusura dei pozzi profondi ed un deposito temporaneo per i rifiuti di seconda categoria (D2).

Il combustibile presente nella piscina Eurex dell’impianto è stato trasferito nell’adiacente deposito di Avogadro.

In data 19 settembre 2008 il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato il decreto di compatibilità ambientale relativo al progetto dell'impianto di solidificazione dei rifiuti radioattivi liquidi CEMEX e deposito temporaneo di manufatti di III categoria dell'impianto Eurex (Dec/VIA 915/2008)

Il deposito Avogadro di Saluggia

Il deposito Avogadro della società Deposito Avogadro srl è stato realizzato alla fine degli anni '70 all'interno della struttura che ospitava un piccolo reattore di ricerca del tipo a piscina costruito alla fine degli anni '50. E' stato utilizzato dall'Enel come deposito temporaneo per il combustibile irraggiato ed esaurito in attesa di avviarlo all'estero per il riprocessamento e di dargli poi collocazione definitiva in un sistema di confinamento unico a livello nazionale.

Il deposito Avogadro è situato all'interno del complesso Sorin (gruppo Fiat) che è costituito da laboratori per la produzione dei radiofarmaci e di materiale per radio diagnostica.

N° elementi Reattore di provenienza Tipo combustibile Peso pre irraggiamento
63 Garigliano BWR – MOX 12.88
49 Trino PWR – UO 15.03
52 Trino PWR – UO cruciformi 2.02
48 semibarrette Garigliano BWR – UO 0.07
10 lamine Petten MTR -

L'impianto di Fabbricazioni Nucleari

L'impianto Fabbricazioni Nucleari (dell'Enea) in Comune di Bosco Marengo, destinato alla fabbricazione del combustibile per centrali elettronucleari, è stato realizzato agli inizi degli anni '70 e ha fornito le cariche per gli impianti italiani e anche per il Superphenix di Creys-Malville. Comprende elementi di combustibile nucleare ad ossidi di Uranio con arricchimento massimo consentito al 5% in U-235.

Azienda F.N. S.p.A a Bosco MarengoHa cessato l'attività nucleare per la quale era stato realizzato, (presenza di rifiuti radioattivi stoccati in apposito deposito) ed è stata presentata istanza per la disattivazione nel 1996 poi aggiornata nel 2003. A seguito dell' istruttoria effettuata dalla Regione Piemonte tramite la Direzione Tutela e Risanamento Ambientale, ai sensi dell'art. 55 del D.Lgs 230/1995 e s.m.i., la Giunta Regionale ha espresso il parere ai sensi di legge, sotto forma di "osservazioni" con deliberazione del 9 febbraio 2004 n. 21-11685.

La F.N. S.p.A. ha avviato un complesso di nuove attività nel campo della ricerca dei prodotti ceramici speciali, dei materiali compositi in carbonio silicio e dei magneti permanenti ad alta energia, svolgendo anche attività di gestione dei rifiuti radioattivi prodotti durante l'esercizio passato.

Il materiale nucleare ancora presente nell’impianto è stato definitivamente alienato nel novembre 2006.

Con Decreto del 27 novembre 2008, il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la disattivazione dell'impianto ai sensi dell'articolo 55 del Decreto legislativo 230/1995.

Come previsto dalla D.G.R. n. 21- 11685 del 9 febbraio 2004, la Regione garantisce il flusso dell'informazione e dell'attività di report e comunicazione sullo stato di avanzamento delle operazioni di disattivazione e messa in sicurezza, pubblicizzando i Rapporti di avanzamento delle attività di smantellamento dell'impianto di Bosco Marengo: