Piano di risanamento delle aree critiche
Con deliberazione n. 349-CR19073 in data 11.12.1996 il Consiglio Regionale, su proposta della Giunta Regionale avanzata con deliberazione n. 64-13494 del 4.11.1996, adottava i piani delle aree critiche ad elevata concentrazione di attività industriali ricadenti all'interno della Regione Piemonte (Novara e Trecate, Valle Bormida e Casale Monferrato) ed individuate dal D.L. 6.9.97 n. 461, successivamente decaduto, i cui effetti sono stati fatti salvi dalla L. 19.5.97 n. 137.
Tali piani rappresentano una integrazione del Programma triennale 1994-1996 per la tutela ambientale di cui alla deliberazione del Comitato Interministeriale per la programmazione economica (CIPE) del 21.12.1993.
Al fine di offrire una risposta congruente alle esigenze di ottimizzazione della sicurezza nelle Aree Critiche di Trecate S. Martino e di Novara S. Agabio, sono stati individuati, in stretta collaborazione con gli Enti e gli Organismi territoriali a diverso titolo competenti e con l'Associazione degli Industriali di Novara, che ha svolto il ruolo di snodo tra le aziende e le amministrazioni coinvolte, interventi orientati ad affrontare in modo mirato le singole specifiche necessità e concepiti nel tentativo di comporre un quadro armonico e coordinato di azioni di risanamento, decongestionamento e di accrescimento del livello complessivo della sicurezza.
Le aree di Trecate S. Martino e di Novara S. Agabio sono caratterizzate dalla presenza di attività industriali a rischio di incidente rilevante, ubicate in contesti territoriali sui quali insistono diversi altri fattori di pressione che, unitamente alle stesse attività, determinano una condizione complessiva di congestione.
La criticità di tali aree deriva soprattutto dall'assortimento di attività svolte nell'area, dalla prossimità delle stesse e dal tenore dei rischi potenziali ad esse connessi. Gli scenari incidentali ipotizzabili, inoltre, possono far prevedere la concatenazione di eventi e la conseguente necessità di far fronte, durante l'emergenza, a situazioni di crisi determinatesi in più punti dell'area.
Ad aggravare tale situazione è la consistente attività di trasporto e di movimentazione dei prodotti e delle materie prime afferenti a cicli produttivi di diversa natura che, oltre a comportare il rischio di contatto, per urto incidentale tra automezzi di sostanze tra di loro incompatibili, si combina, in entrambi i casi, con il traffico leggero. L'attuale assetto viario nell'area di Trecate, inoltre, non offre un adeguato numero di punti di accesso ai mezzi di soccorso e sufficienti vie di evacuazione del personale in caso di emergenza, mentre la prossimità delle zone urbane e l'elevato grado di congestione eleva il livello di rischio per Novara.
I problemi dell'area di Trecate S. Martino concernono prevalentemente gli aspetti collegati alla viabilità, considerato che tutta la zona industriale è servita da una strada provinciale avente quale snodo principale l'incrocio con l'adiacente strada Statale Torino-Milano.
L'area di Novara è costituita da quella che negli anni '50 fu l'area occupata dallo stabilimento Montedison, successivamente divenuta di proprietà del gruppo ENI.