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Pianificazione di emergenza esterna

Partendo dall'assunto che il RISCHIO ZERO non esiste ma che il rischio deve essere e può essere gestito, il D. Lgs. 334/1999 e s.m.i. prevede per tutte le aziende Seveso (stabilimenti soggetti a Notifica e a Rapporto di Sicurezza) la predisposizione di un Piano di emergenza esterna (PEE) da mettere in atto nel momento in cui un evento incidentale abbia conseguenze all'esterno degli stabilimenti stessi, oltre al Piano di emergenza interna che è già stato introdotto dalla normativa sulla sicurezza del lavoro (D. Lgs. 626/1994 e s.m.i.).

Il Piano di emergenza esterna è quindi uno strumento che consente di gestire in modo efficace ed efficiente un'emergenza: da una parte individua le migliori misure mitigative da adottare a fronte dell'accadimento di incidenti, poiché gli stessi incidenti sono stati preventivamente previsti e analizzati nelle cause e nelle possibili conseguenze, e dall'altra, individua meccanismi di comunicazione concordati tra le componenti del sistema pubblico che si attivano in ausilio all'azienda. In particolare i Vigili del Fuoco, il 118, l'ARPA e la Protezione Civile.

È il sistema pubblico, infatti, ad occuparsi della stesura del PEE, in particolare è competente la Prefettura d'intesa con la Regione e gli Enti territoriali (Provincia e Comune).

La Regione ha disciplinato l'intesa con la D.G.R. n. 34-978 del 3 ottobre 2005 "Indicazioni procedurali per l'espressione dell'intesa di cui all'articolo 20, comma 1, del D. Lgs. 334/1999 relativa al piano di emergenza esterno agli stabilimenti con pericolo di incidente rilevante" al fine di garantire l'uniformità di comportamento su tutto il territorio regionale, nonché l'aderenza alle linee guida nazionali adottate con il D.P.C.M. 25 febbraio 2005 "Linee Guida per la predisposizione del piano d'emergenza esterna di cui all'articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334".

Nell'ambito dei gruppi di lavoro, la Regione si occupa di coordinare l'acquisizione delle informazioni relative alle vulnerabilità territoriali e ambientali presenti sul territorio secondo standard regionali in collaborazione con il Comune e la Provincia, e di fornire la cartografia di supporto alla pianificazione.
Inoltre, garantisce un'uniformità di impostazione e di contenuti dei Piani di Emergenza Esterna predisposti nelle varie realtà territoriali regionali garantendo anche un confronto con le esperienze nazionali.
La partecipazione della Regione a tali Piani consente, altresì, di raccordare diverse procedure amministrative attive sul territorio quali, per esempio, varianti di piani regolatori comunali, procedure di valutazione di impatto ambientale, con l'intento di determinare uno sviluppo del territorio sicuro e sostenibile.